12/7/2004
[ihm-ne sky] Pensieri disordinati di CMR
E' un lunedì mattina uggioso e pure fresco per il periodo, il che contribuisce ancor di più ad aumentare la nostalgia per tre giorni indimenticabili di un'esperienza nata per caso, sbirciando qua e là su un NG di motociclisti Appassionati, no non è un errore di ortografia la A MAIUSCOLA ci sta di diritto.
L’idea di partecipare al CMRO è figlia una compagnia di amici cha va sgretolando lentamente, con le scuse più disparate ed improbabili, e allora perché no? 
Ed è così che ti ritrovi un venerdì pomeriggio torrido, all’uscita dell’autostrada e aspetti due fantomatici personaggi: Orion e un nonmiricordoneancheilnome.
Ci si presenta, si parte e si soffre il caldo, in mezzo a macchine e camion, ci si ritrova addirittura in mezzo a campi coltivati tra gli sguardi increduli di contadini indaffarati che osservano  incuriositi 4 pazzi vestiti da astronauti con moto buone per tutto tranne che per andare per sterrati.
Finalmente la strada comincia a salire e ti accorgi che quell’omino curioso tutto intutato e con la borsa serbatoio montata al contrario che di nome fa Lorenzo fa danzare la sua moto di 220 kg come una libellula dallo  stile inimitabile. Ti piacerebbe stare a guardarlo, ma lui se ne vola via assieme al suo amico Gianluca, sembrano andare sui binari tanto sono sicuri e impeccabili.
Arriva la discesa e ti accorgi di cosa voglia dire guidare veramente, che le tue convinzioni e le tue abitudini vanno a farsi sfottere nel giro di due secondi, che gli altri vanno il doppio e forse più e probabilmente li ritroverai in albergo per la cena.
E invece no in fondo alla discesa ti aspettano, in ogni caso anche se probabilmente preferirebbero frustare il loro cavalli per bene, attendono il che il fermone arrivi per poi ripartire tutti insieme.
Finisce che alla sera arrivi in albergo dopo 300 km di curve, non hai nemmeno il tempo di farti la doccia che devi reinfilarti il casco e avviarti per la strada dell’agriturismo che sta a non più di 300 metri dall’hotel (in linea d’area) ma il tragitto si snoda su altri 20 km di curve e tornanti, tanto per non perdere l’abitudine.
Durante la cena cominci a dare un volto a tanti nick, a parlare con  tutte quelle persone solamente immaginate e ti accorgi che è come se le conoscessi da una vita, che ci discuti come fai con gli amici al bar, insomma una bella compagnia.
La serata scorre veloce, e poi tutti a nanna, domani si fa sul serio, appoggio la testa sul cuscino chiudo un occhio e sento la sveglia suonare: azz è già ora di rimettersi in sella. A colazione si fanno altre due nuove conoscenze: il guru di IHM-NE e la sua compagna, breve scambio di battute e pronti a partire.
Il giro è impegnativo, e il tempo non promette nulla di buono, infatti dopo  pochi km ci si infila l’antipioggia per contrastare un bel temporale che ci porterà sul Tonale. A Dimaro arrivano altri due prodi cavalieri a rimpinguare il gruppo di IHM-NE, Federico e Alberto, partiti in mattinata dal Veneto per raggiungerci.
La mia andatura è la solita ma ad ogni sosta ci si scambia pareri e ricevo preziosi consigli su come migliorare la mia guida, èd così che comincio a impostare le curve nella maniera corretta, in discesa i freni si usano di meno, in salita si fa girare il motore più alto insomma è un bel guidare, mi diverto anche se il passo dei miei compagni è sempre inarrivabile, li vedo un po’ più vicini e loro comunque mi aspettano. Sempre.
Arriviamo  a Merano e pranziamo alla Forst per poi proseguire verso il mitico Stelvio dopo aver salutato Federico e Alberto. Il traffico è intenso ma noto comunque che i miei compagni, pur andando via veloci, non azzardano mai sorpassi al limite, rallentano nei pressi dei centri abitati, segnalano ogni imperfezione dell’asfalto ti danno il via libera per il sorpasso insomma son dei gran bravi ragazzi, proprio come piace a me.
La salita al passo è spettacolare il paesaggio toglie il fiato, al punto che mi devo fermare a fare almeno un paio di foto.
La discesa è fantastica, bella strada, bello l’asfalto, si mette in pratica la montagna di consigli che si acquisiscono ad ogni sosta e si va, certo in molti mi passano ma ho anche la soddisfazione di infilare qualche tedescone.
Arrivo giù soddisfatto con un sorriso a 32 denti, si decide di evitare il Gavia, un po’ per il tempo, un po’ per la stanchezza, optiamo per l’Aprica, che è cmq una strada bella godibile.
Il rientro all’hotel è una semplice e noiosa tappa di trasferimento, all’arrivo il conta km segna 407 km. Bella lì!
Si cena, si cazzeggia alla grande e poi a nanna di nuovo.
La domenica si presenta con un bel temporale che verso le 9.30 spiana la strada ad uno splendido sole.
Ci si avvia verso il Crocedomini, al quale arrivo con molto ritardo dopo aver cercato inutilmente i miei occhiali da sole, che mi verranno riconsegnati in cima al passo dalla gentilissima Serena dopo che li aveva trovati abbandonati all’hotel.
Scendiamo verso il lago d’Idro dove pranziamo e purtroppo ci salutiamo.
Il ritorno doveva essere puramente autostradale ma i temerari di IHM-NE non potevano resistere alla tentazione del bis al Pian delle Fugazze, ed è così che abbiamo replicato il percorso dell’andata.

Che dire, se siete arrivati fino a qui vi sarete accorti che ho parlato ben poco di strade e curve, anche se, chiudendo gli occhi me le vedo ancora davanti, quello che più mi ha colpito, emozionato, esaltato è l’atmosfera, il clima di amicizia, il rispetto reciproco, la correttezza di un gruppo di persone che fino a giovedì erano solamente caratteri su uno stupido monitor dell’ufficio.

Alla fine non posso che dire grazie a tutti, senza nomi né distinzioni perché siete stati tutti fantastici, mi dispiace solo di non essere riuscito a parlare con ognuno di voi, ma per questo ci saranno sicuramente altre occasioni perché come dice il buon Guido Meda “Il GAB e la Barby ci sono”……… e se li aspettate, prima o poi arrivano.

P.S.
Alla mia cara mogliettina che è arrivata fino a qui, senza essere mai stata nominata va il titolo di “Moglie dell'anno 2004”, perché si è spupazzata la bellezza di 1050 km senza mai fiatare, mai un segno di cedimento né di stanchezza. Sei troppo la migliore!

Sciao belli!

GAB&BARBY